Il Sasso Caveoso

Punto di partenza dell’itinerario è Piazza San Pietro Caveoso, dove troverai l’omonima chiesa, costruita nel XIV secolo, proprio sul ciglio della Gravina, un canyon impressionante risultato dell’erosione millenaria dell’acqua. Una visita all’interno di questo habitat rupestre d’eccezione dove potrai ammirare l’integrazione armonica tra le architetture scavate e quelle costruite. Quelle presenti nei Sassi di Matera non sono grotte naturali ma ambienti scavati dall’uomo, grazie alla presenza di una roccia facile da lavorare, la calcarenite, e destinati a diversi usi e funzioni. Potrai comprendere la struttura abitativa rupestre visitando una delle case grotta, arredate così come erano negli anni ‘50, con la cucina, la zona letto, la stalla, la cisterna esemplificative dell’organizzazione dello spazio abitativo.

Cosa vedrai

San Pietro Caveoso

Tipologia:
Chiesa




La chiesa medievale di San Pietro Caveoso nel Settecento ha subito interventi di restauro che ne hanno modificato l’aspetto. In quel periodo si allungò la navata, la volta in pietra sostituì la copertura lignea e si costruì una nuova facciata e la torre campanaria cui si aggiunse in seguito la cuspide. Le stuccature barocche risalgono al 1756 a opera di Monsignor Lanfreschi che provvide a coprire la volta della navata centrale con un controsoffitto ligneo dipinto. In chiesa, si ammirano le statue in pietra policroma della Madonna col Bambino del secolo XVI attribuita ad Altobello Persio, di San Leonardo e di San Giovanni da Matera. A un pittore ignoto è da attribuire il polittico ligneo del 1540 posto sull’altare maggiore e raffigurante la Madonna col Bambino tra i Santi Pietro e Paolo, con in basso l’Ultima Cena. Nella terza cappella dedicata a Sant’Antonio si ammirano sei formelle in pietra del 1531 attribuite ad Altobello Persio, con scene della vita del Santo, mentre nella seconda dedicata all’Annunziata, affreschi di un ignoto artista del secolo XV.


Piazza San Pietro Caveoso 75100 Matera





Accessibilità:



Biglietto di ingresso:



Note:




Titolarità:

Santa Lucia alle Malve

Tipologia:
Chiesa rupestre




La chiesa rupestre, di fondazione privata, era dapprima intitolata a Sant’Agata, poi, affidata alle benedettine, cambiò nome. I suoi splendidi affreschi medievali sono considerati tra le più alte espressioni artistiche bizantine della regione.  Spiccano le immagini dell’Arcangelo Michele, della Madonna delle Grazie, di San Giovanni Battista e delle più alte autorità religiose: il Papa Gregorio I Magno, la cui icona ha ricoperto un Santo ignoto di cui ci rimane solo il volto, San Benedetto e Santa Scolastica, fondatori dell’Ordine benedettino. Nella navata destra si ammirano l’Incoronazione della Vergine, tra Santi. In alto, sulla stessa parete, l’icona di San Nicola e accanto la Deposizione del Cristo dalla Croce e ancora una Santa monaca e San Leonardo sulla controfacciata d’ingresso. Sul lato opposto, il pilastro che divide la navata centrale dalla navata destra mostra una Madonna in trono col Bambino del Cinquecento con in basso il committente in preghiera. Sugli altri pilastri si ammirano le icone medievali di un Santo Vescovo, di San Vito e l’immagine seicentesca di Santa Lucia accanto all’altare.






Accessibilità:



Biglietto di ingresso:



Note:

Gestito dalla cooperativa Oltre l’arte




Titolarità:

Madonna de Idris

Tipologia:
Chiesa rupestre e Sito di interesse




La chiesa rupestre, che ingloba parte di un cimitero altomedievale scavato nel banco roccioso di un riparo naturale, sarebbe stata eretta in età tardo medievale e intitolata dapprima alla Madonna Odigitria, Santa Maria de Idria. Nell’Ottocento durante i restauri della chiesa fu inserito un nuovo altare con data 1804 a opera della famiglia Spuma. In quel periodo la chiesa era diventata Madonna de Idris (Madonna dell’acqua), fu acquistata una statua, oggi dispersa, per iniziativa della Confraternita di Santa Maria de Idris, con due mezzine ai piedi della Madonna e si dipinse l’affresco della Madonna col Bambino sopra l’altare con due brocche per contenere l’acqua. Il pavimento della chiesa fu dotato di una fila di mattoni ceramicati lungo i quali le donne in preghiera strisciavano in ginocchio per ottenere la grazia della Madonna e soprattutto l’abbondanza di acqua. Numerosi dipinti staccati dalla controfacciata d’ingresso negli anni Sessanta a opera della Soprintendenza sono esposti presso il Museo di Palazzo Lanfranchi.






Accessibilità:



Biglietto di ingresso:



Note:

Gestito dalla cooperativa Oltre l’arte




Titolarità:

Casa grotta di vico Solitario

Tipologia:
Allestimento museale e Sito di interesse




La casa grotta di vico Solitario offre uno spaccato dello stile di vita dei contadini dei Sassi negli anni Cinquanta. L’arredamento della casa, con tutti gli oggetti d’uso domestico, ci riporta indietro nel tempo, perché tutti gli oggetti sono esattamente lì dove erano una volta. La facciata in muratura addossata alla grotta scavata è dotata di un piccolo finestrino per arieggiare l’ambiente. L’interno è un Museo della cultura rupestre: la cucina in muratura, il telaio, il tradizionale piatto di terracotta, dal quale in comune si attingeva la pietanza, il braciere, la tinozza per lavare i panni e il timbro del pane, per riconoscere il proprio pezzo dopo la cottura al forno comune. Il letto, col materasso pieno di lana e foglie di granturco, si girava a seconda delle stagioni dell’anno, ed era molto alto, per allontanare il giaciglio dall’umido del pavimento. La stalla per la mucca, il mulo o il cavallo è posizionata in fondo all’abitazione, mentre la parte anteriore è nel contempo cucina, soggiorno, camera da pranzo e camera da letto.






Accessibilità:



Biglietto di ingresso:



Note:

Gestita dall’associazione Teatro Matera




Titolarità: