Il Piano e il Sasso Barisano

Partendo dal Santuario di San Francesco da Paola, in via XX Settembre, realizzato in uno stile tardo barocco, arrivi in Piazza Vittorio Veneto per ammirare i conventi di Santa Lucia alla fontana, dell’Annunziata e di San Domenico, la chiesetta dei cavalieri di Malta e potrai visitare, negli ambienti ipogei della piazza, il Palombaro lungo, la chiesa rupestre del Santo Spirito, il fondaco di mezzo e una torre aragonese, che difendeva le mura di cinta della città. Di qui potrai scendere nel Sasso Barisano, il Convento degli agostiniani e la Casa Cava, un teatro esclusivo, ricavato all’interno di un enorme cava di pietra. Ritornerai poi in Piano per ammirare la chiesetta di San Biagio e visitare la chiesa romanica di San Giovanni Battista nell’omonima piazza.

Cosa vedrai

San Francesco da Paola

Tipologia:
Chiesa




I lavori per la costruzione della chiesa, finanziati dalla confraternita di San Francesco da Paola a partire dal 1772, durarono oltre vent’anni. La chiesa fu consacrata nel 1795 in uno stile tardo barocco che ricorda nelle linee la chiesa del Purgatorio e di Santa Lucia alla Fontana. L’interno della chiesa è a una navata con cappelle laterali poco profonde. Nella prima cappella a destra troviamo la statua lignea dell’Addolorata, mentre nella seconda cappella il pittore materano Nunzio Nicola Bonamassa firma e data nel 1776 la tela dell’Immacolata. Nella prima cappella a sinistra c’è la statua di San Michele, invece nella seconda cappella è collocata la tela di Santa Teresa d’Avila datata nel 1813 e firmata da Saverio Calò e l’urna del Santo martire Restituto. Sulla parete destra del transetto sono dipinti l’Annunciazione e la Natività di autore ignoto. Di Francesco Saverio D’Antona è la volta dell’abside decorata nel 1894. Nella cappella attigua alla chiesa vi è la statua in terracotta di San Francesco da Paola realizzata dal materano Pasquale Calabrese nel 1886.






Accessibilità:



Biglietto di ingresso:



Note:




Titolarità:

Casa Cava

Tipologia:
Sala conferenze, Sito di interesse, Spazio espositivo, e Spazio eventi




Casa Cava è una cava dismessa nel cuore del Sasso Barisano scoperta in fondo ad una abitazione, dietro il monocale utilizzato come cucina, soggiorno e camera da letto, e la stalla per gli animali. Restaurata nel 2011 dai tecnici dell’Ufficio Sassi del Comune di Matera con la collaborazione dell’architetto materano Renato Lamacchia, esperto di acustica, ha ottenuto a Verona nel corso della manifestazione “Marmomacc 2013”, la più importante fiera europea del marmo e dei materiali lapidei, una menzione speciale nell’ambito del prestigioso premio internazionale Architetture di Pietra, è diventato un importante ipogeo culturale capace di ospitare comodamente centoquaranta persone, allestito delle necessarie strumentazioni per ospitare eventi di ogni genere.


https://www.casacava.it/





Accessibilità:



Biglietto di ingresso:



Note:

Proprietà del Comune, gestione a cura del consorzio CasaCava




Titolarità:

Palombaro lungo

Tipologia:
Sito di interesse




Il Palombaro lungo è la più grande cisterna pubblica della città. Scavata nella roccia, fu riportata alla luce nel 1991 durante i lavori per la realizzazione di piazza Vittorio Veneto. Profonda circa quattordici metri e lunga cinquanta metri, poteva contenere oltre cinque milioni di litri d’acqua. Raccoglieva sia acqua sorgiva che acqua piovana e veniva utilizzato quale riserva per far fronte in estate alla richiesta d’acqua dei cittadini. In origine c’era un pozzo d’acqua sorgiva scavato nella roccia a forma di campana, poi nel 1893 essendo cresciuta la richiesta d’acqua della popolazione, si decise di scavare e d’annettere a esso quattro grotte preesistenti e una cisterna. I lavori furono seguiti da un architetto di Napoli. È stato in uso sino agli anni Trenta, poi con l’arrivo dell’acquedotto pugliese fu chiuso e abbandonato.






Accessibilità:



Biglietto di ingresso:



Note:

Gestione a cura di Ass. GTA Basilicata




Titolarità:

San Pietro Barisano

Tipologia:
Chiesa rupestre e Sito archeologico




Gli scavi archeologici all’interno della chiesa hanno messo in evidenza la struttura medievale al di sotto del pavimento della chiesa a un metro di profondità. Nel medioevo era detta San Pietro de veteribus. Divenne chiesa abbaziale nel 1467, gestita dall’abate Matteo Ciminelli, che ottenne dal pontefice Paolo il diritto di patronato per la sua famiglia. Dopo due secoli con l’estinzione della famiglia Ciminelli l’abbazia su rilevata dalle famiglie Venusio e Gattini. Nel 1903 a causa dell’umidità la chiesa fu abbandonata e gli arredi trasferiti nella chiesa di Sant’Agostino. La facciata del 1755 mostra un rosone quadrilobato. L’interno conserva l’altare della Madonna della consolazione, incoronata dagli angeli con altorilievo attribuito a Stefano da Putignano e una cappella con affreschi cinquecenteschi. Dal sacrario della chiesa si scende nelle catacombe scavate nel settecento per la sepoltura di confratelli e sacerdoti.






Accessibilità:



Biglietto di ingresso:



Note:

Gestione della cooperativa Oltre l’arte, nota col titolo di San Pietro de veteribus




Titolarità:

San Giovanni Battista

Tipologia:
Chiesa




La chiesa di San Giovanni è uno degli esempi più pregevoli di arte romanica. Colonne quadrilobate, archi ogivali, volte a crociera a costoloni, finti matronei, splendidi capitelli bizantini, a figure zoomorfe, istoriati e con motivi floreali, rendono la chiesa uno dei monumenti più importanti della città e non solo. La chiesa era annessa al convento delle penitenti di Santa Maria e di tutti i Santi di Accon, voluto dal vescovo Andrea con l’obbligo per le monache di pagare il tributo di un Bisanzio per la festa di San Canio patrono di Acerenza. Allora la chiesa era intitolata a Santa Maria Nova e solo nel 1695 divenne parrocchia di San Giovanni Battista e svolse il ruolo di Battistero del Sasso Barisano. Vi si accede da un portale laterale decorato con motivi floreali e teste umane con capelli riccioluti sull’architrave che rimandano alla porta dei leoni della Cattedrale.


Via San Biagio (Piazza San giovanni) 75100 Matera





Accessibilità:



Biglietto di ingresso:



Note:




Titolarità:

Santo Spirito della Grancia dei Cavalieri di Malta

Tipologia:
Chiesa rupestre




La chiesa rupestre di Santo Spirito documentata nel secolo XIII era annessa alla grancia dell’Ordine dei Cavalieri di Malta retta dal cappellano della chiesa. Ci rimangono all’esterno i tre gradini della porta principale, e i resti della facciata seicentesca. L’interno è a tre navate absidate scandite da pilastri quadrangolari che reggono archi a tutto sesto e una volta a crociera con i costoloni.  Sulla parete di destra, nei pressi dell’abside, un arcosolio decorato a rilievo con motivi floreali delineava la tomba di un personaggio di un certo riguardo. S’apprezzano l’affresco di una Santa martire con in mano una croce, del XIII secolo, il palinsesto con l’immagine di San Vito e il nome del santo inscritto nel clipeo, una delle primissime testimonianze pittoriche bizantine della città, il Cristo in trono nell’abside della navata principale dello stesso periodo, alcune scene della vita di un Santo e altri lacerti d’affresco sparsi sulle altre pareti.


Piazza Vittorio Veneto 75100 Matera





Accessibilità:



Biglietto di ingresso:



Note:




Titolarità: