Il Carnevale nella Provincia di Matera

Se vuoi trascorrere delle serate in allegria e scoprire gli aspetti caratteristici del nostro territorio, il Carnevale nella Provincia di Matera vanta un folklore carnevalesco tra i più rappresenatativi e spettacolari, come quelli storici di Aliano, Cirigliano, Montescaglioso, San Mauro Forte e Tricarico.

La tradizione, le radici, la storia di questi riti legati al Carnevale ricreano un mondo magico e misterioso, grazie alle Maschere tipiche, e rafforzano l’idea di patrimonio identitario e culturale locale, permettendo ai partecipanti di ripercorrere un cammino a ritroso verso un passato rurale, ma autentico.

Non vi resta che venire a visitare questi posti e farvi catturare dalla magia del Carnevale.

Menù dei Comuni del Carnevale nella Provincia di Matera

Aliano

Cirigliano

Montescaglioso

San Mauro Forte

Tricarico

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Aliano

Il Carnevale Alianese è uno dei più antichi della Basilicata, che mischia il sacro al profano. Simbolo di questa celebrazione sono le Maschere Cornute, realizzate artigianalmente.
Queste rievocano figure demoniache e grottesche con l’obiettivo di creare un’atmosfera magica e sorprendente anche grazie ai loro coloratissimi cappelli.
Fondamentale è la Fras, la commedia messa in scena da queste maschere lungo le vie del paese con l’intento di fare scherzi e rappresentare sarcasticamente il mondo reale, accompagnato dal suono delle fisarmoniche e della cupa cupa. Il tutto avviene nella cornice unica e magica dei Calanchi.
Questa tradizione affonda le proprie radici nella mitologia greca: il Dio Pan, venerato dagli antichi, era il detentore di una forza capace di influenzare nel Bene e nel Male la vita delle persone. Da qui, le maschere e la macabra sfilata, sono diventate lo strumento utilizzato dai contadini nel passato per allontanare la sventura.
Questa festa vede la partecipazione di tutti i paesani e non solo, pronti a sfoggiare le loro maschere e abiti tradizionali, come quello indossato dai giovani: i cauzet, mutandoni invernali, il ciuccigno (manganello), piume e campanelli. Durante il carnevale alianese è possibile poi degustare piatti tipici come le frzzue, un tipo di pasta particolare avvolta attorno fili di giunco e condita con pecorino, rafano e ragù di cotica e maiale.

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Cirigliano

Celebrazione tramandata di generazione in generazione, vede come protagonista le 4 Stagioni e i mesi dell’anno rappresentati ciascuno da una maschera, addobbata per mettere in risalto le colture e caratteristiche del mese e della stagione di riferimento.
L’ultima domenica prima della Quaresima, le Maschere raggiungono le regioni d’Italia con le quali sono gemellate. Il Martedì Grasso, invece, sfilano per le strade del paese recitando poesie di buon auspicio, capitanate da Capodanno, la cui maschera è ricca di fasce colorate e un cilindro lungo più di 20 cm.
I Mesi e le Stagioni, insieme Quaremma (la moglie di Capodanno), un gruppo di pastori con una lunga veste bianca e preti inusuali che recitano preghiere sarcastiche ed ironiche (rivisitando anche il Padre Nostro), fungono da corteo funebre e scortano la bara di Capodanno ( interpretato da un cittadino con il volto infarinato) al ritmo di campanacci.
In conclusione si assiste al falò dove viene bruciato il fantoccio rappresentante il Carnevale come rappresentazione del nuovo che predomina sul “vecchio” e come segno di prosperità per il futuro.

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San Mauro Forte

La Sagra del Campanaccio, che coincide con la festa di Sant’Antonio Abate che cade a metà Gennaio, da inizio alla celebrazione del Carnevale.
Come lo stesso nome ci suggerisce, si assiste alla curiosa sfilata di un gruppo di persone che indossano il Cappuot’ a rruot (di forma circolare per proteggersi dal freddo), cappelli di paglia (per gli uomini) e al collo un campanaccio che, toccando il ventre, produce un suono fragoroso. Secondo la tradizione avrebbe un significato propiziatorio e di protezione contro il male. Inoltre, la forma dei campanacci non è casuale, quelli con la bocca più stretta e rumorosi rappresentano gli uomini, quelli con la bocca più larga e dolci le donne.
La sfilata fa sosta nelle cantine per degustare prodotti tipici come la salsiccia e il vino. Il maiale, infatti, rappresenta un elemento fondamentale: in passato insieme la foto di Sant’Antonio Abate, era visto come mezzo per scacciare il male. Infatti le donne giravano intorno al Santuario di San Rocco per chiedere la protezione del loro maialino (come segno di prosperità).
La festa termina con un falò in piazza dove si dà alle fiamme il fantoccio rappresentante il Carnevale.

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Montescaglioso

Uno tra i più celebri della Regione, vede il coinvolgimento di diversi attori: primi fra tutti i giovani, vestiti con materiali riciclati( riferimento ad una vita povera) la cui vestizione avviene il giorno di Martedì Grasso, poi c’è U’ Fus, Parca Romana, una figura mitologica che governa il destino. E’ rappresentata da una vecchia (solitamente un uomo) che porta un fuso legato ad una corda (il destino) che lancia per strada, creando un cerchio, dal quale tutti si allontanano per non essere colpiti, essendo presagio di morte.
Poi c’è la Quaremma, moglie di Carnevalone, interamente vestita di nero, la quale trasporta tra le braccia Carnevalicchio.
Ma è Carnevalone il vero protagonista: coperto da un manto nero ed accompagnato da un ombrello dello stesso colore, sfila a sella di un asino sul quale ci sono cartelli con su scritti insulti e frasi satiriche. Carnevalone è scortato da uomini che chiedono offerte, seguiti da gruppi di persone con campanacci.
SI assiste poi all’unione matrimoniale tra due sposi “U zit e A zitt” (solitamente interpretati da due uomini).
A mezzanotte i 40 rintocchi segnano l’avvio della Quaresima e Carnevalone, rappresentante del male, va al rogo.
Oggi giorno questa celebrazione è stata arricchita con la sfilata dei carri di cartapesta, rappresentanti diverse tematiche dell’attualità. Questa ha inizio la penultima domenica che precede il Martedì grasso e si caratterizza per tre sfilate che coinvolgono soprattutto i più giovani, i quali partecipano in maniera molto attiva.

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PROGRAMMA CARNEVALE MONTESCAGLIOSO 2023

Il Sindaco della città di Montescaglioso Vincenzo Zito, insieme il Vicesindaco Rocco Oliva, la Cosigliera Francesca Mazzoccoli, la Pro Loco e gli organizzatori dell’evento, hanno presentato il programma relativo al Carnevale Montese 2023, qui di seguito riportato:

5 febbraio
Ore 18.00
– Sfilata, nelle vie della città, delle maschere demo antropologiche Lucane (maschere di Aliano, Cirigliano, Montescaglioso, Lavello, San Mauro Forte, Satriano, Teana, Tricarico).
Ore 20.30
– Presentazione gruppi cartapestai e Carri Allegorici;
– spettacolo con la partecipazione di Uccio De Santis presentato da Claudia Cesaroni (Radio Norba).

12 febbraio
Ore 18.00
– Prima sfilata Carri allegorici ( via Santa Lucia c/o Capital caffè);
Ore 22.00
– spettacolo con DJ locali ( via Giovanni XIII).

18 febbraio
Ore 22.00
– Aspettando Carnevale DJ set (c/o Rocky Bar).

19 febbraio
Ore 10.30
– Partenza sfilata Carri Allegorici con Mascotte cartoons (via Santa Lucia c/o Capital caffè).
Ore 11.30
– Spettacoli ed animazione per bambini (viale Giovanni XIII).
Ore 18.00
– Partenza seconda sfilata Carri Allegorici (viale Giovanni XIII).
Ore 21.30
– Ospiti lo ZOO di 105, presentato da Rosaria Rollo di Radio Norba (viale Kennedy c/o centro sportivo).

20 febbraio
Ore 18.00
– Tradizionale corteo de “U ZIT E A ZIT” (centro storico).
Ore 20.30
– Tradizionale SFASCIO DELLA PIGNATA (corso della Repubblica).
Ore 21.30
– Live Band (piazza Racamato c/o Barlume).

21 febbraio
Ore 6.00
– Tradizionale sfilata del Carnevalone montese (vie della città) con Gruppi Spontanei a cura della Pro Loco.
Ore 12.00
– Raduno dei Gruppi Spontanei in piazza Roma.
Ore 18.00
– Ultima sfilata Carri Allegorici (piazza Kennedy presso campo sportivo).
Ore 21.30
– Premiazioni concorso Gruppi mascherati e Carri Allegorici (piazza Roma).
Ore 22.00
– Spettacolo finale. Ospite Giorgio Prezioso . Presenta Claudia Cesaroni (Radio Norba).
Ore 1.00
– Funerale Carnevalone (Corso Repubblica).

Tricarico

Il Carnevale di Tricarico è l’unico della Regione Basilicata a far parte della FEGC (Federation European Carnival cities) costituendo così insieme ad altri, come quello di Putignano e Alberobello, una rete di Carnevali del Sud.
Le parole d’ordine sono passato, magia e prosperità, non a caso questo rito è ricco di riferimenti al mondo contadino.
L’màsh-k-r rievocano figure animalesche: tori e mucche. I loro abiti sono realizzati artigianalmente, le mucche indossano un capello a falda larga, con foulard nero, velo bianco, nastri colorati ed una calza maglia bianca decorata con fazzoletti disposti anche in altre parti del corpo. Il toro ha un copricapo nero con nastri colorati. Ognuno di loro possiede un campanaccio, la cui dimensione varia sulla base del animale oggetto della maschera.
Il tutto ha inizio il 17 gennaio, le mucche e i tori, guidati diligentemente dal Massaro, giungono alla chiesa di Sant’Antonio Abate per poi sfilare per le vie del paese, insieme ai partecipanti e animali, ricordando la transumanza, lo spostamento stagionale delle mandrie tipico di queste aree.
Musica, balli, colori e cibo arricchiscono la scenografia che si conclude con il corteo funebre del Carnevale, con il coinvolgimento di sua moglie la Quaremma, i cui fantocci rimarranno appesi per tutto il periodo di Quaresima.

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PROGRAMMA CARNEVALE TRICARICO 2023

La Pro Loco di Tricarico ha presentato il programma relativo la celebrazione dell’Antico rito di Sant’Antonio Abate 2023

16 gennaio
Ore 23
Falò della vigilia

17 gennaio
Ore 4.45
Raccolta e vestizione delle maschere.
Ore 5.30
Sveglia del paese.
Ore 7.30
Colazione delle maschere.
Ore 9.00
Messa e benedizione della mandria.
Ore 10.30
Giri rituali e partenza del corteo.
Ore 11.30
Arrivo in piazza Garibaldi e prosecuzione verso il centro storico.
Ore 12.30
Pantonomina tra il capo mandria e il Conte.
Ore 13.30
Questua libera per il centro storico.
Ore 19.30
Inizio delle serenate tradizionali.